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Le Ong di sviluppo, italiane o residenti nell’Unione europea, si avvalgono della Fondazione per il co-finanziamento richiesto da istituzioni internazionali e ministeri degli affari esteri; per iniziative destinate a paesi fuori dalle logiche degli interessi macro economici; per percorsi progettuali dal forte carattere innovativo.

Le Ong di sviluppo del sud del mondo sono enti privilegiati dalla Fondazione per la componente moltiplicatrice di sviluppo locale.

Le Organizzazioni di Volontariato italiane – iscritte o non ai Registri Regionali del Volontariato - sono esposte ad uno stato di precarietà di bilancio per mancata attenzione degli enti pubblici e per difficoltà di accesso ai fondi Ue. La Fondazione le valorizza per il loro ruolo aggregante di un volontariato moderno, che anticipa i bisogni, che agisce per rimuovere le cause del disagio con servizio, denuncia e promozione.

Le Cooperative Sociali per il loro ruolo di stabilità nell’offerta di servizi di qualità, di veicolo di inclusione sociale e occupazionale. In particolare l’attenzione viene rivolta: in Italia alle cooperative generate da un’organizzazione di volontariato per dare continuità a servizi di assistenza e accompagnamento; nei paesi dell’Est alle cooperative di nuova generazione, che affrontano le conseguenze di una cultura passata che ne limita il ruolo attuale; nel Sud del mondo, alle cooperative di produzione e lavoro declinate a beneficio dello sviluppo locale.
La Fondazione contribuisce alle spese che esulano dalla gestione ordinaria, ad esempio la messa a norma della struttura operativa; l’adeguamento delle attrezzature tecniche; l’introduzione di sistemi cooperativistici sia a livello legislativo, dove la normativa è obsoleta o assente, sia a livello territoriale nello sviluppo imprenditoriale e nell’accesso al credito.

Gruppi riconosciuti che con la Fondazione acquisiscono terminologie e prassi di preludio a nuovi canali di finanziamento:

- realtà dell’Est Europa dove la povertà non ha ancora trovato risposta nelle nuove democrazie;
- gruppi di auto aiuto dei villaggi più remoti del sud del mondo, il cui radicamento è vitale per l’identificazione dei bisogni;
- missionari impegnati insieme alle comunità locali;
- centri di ricerca informale, legati alle tradizioni etniche locali, che contrastano scenari non democratici e stati di non diritto.