
La Fondazione Charlemagne sostiene “Io obietto la guerra”, la Legge di iniziativa popolare di Emergency
Fondazione Charlemagne sostiene la legge di iniziativa popolare “Io obietto la guerra” promossa da EMERGENCY per la campagna R1PUD1A, che sta raccogliendo le firme necessarie per presentare la proposta in Parlamento.
Di cosa si tratta
La proposta riconosce a tutte le cittadine e a tutti i cittadini il diritto di rifiutare di mettere a disposizione della guerra il proprio corpo, il proprio lavoro e il proprio consenso, senza incorrere in sanzioni o punizioni. L’obiezione riguarderebbe non solo l’eventuale servizio militare, ma anche le attività lavorative legate alla progettazione, alla produzione, al commercio e al trasporto di armi e strumenti bellici.
Oggi la guerra è tornata sul suolo europeo e la violenza armata è sempre più lo strumento principale della politica internazionale: per questo si tratta di un diritto da riconoscere con urgenza. L’obiezione di coscienza è del resto un diritto umano fondamentale, riconosciuto dalla Carta dei diritti umani e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Cosa prevede la legge
- In ogni Comune verrebbe istituito un Registro dell’obiezione alla guerra, dove ogni cittadino potrebbe dichiararsi “obiettore di coscienza alla guerra”.
- Per gli uomini tra i 17 e i 45 anni, la dichiarazione varrebbe anche come obiezione a un eventuale ripristino del servizio militare.
- La dichiarazione sarebbe protetta dalla privacy, non potrebbe essere usata per discriminazioni o punizioni e sarebbe revocabile in qualsiasi momento.
Il testo si compone di una relazione introduttiva e otto articoli, ed è stato redatto con la collaborazione di Domenico Gallo, magistrato ed ex presidente di sezione della Corte di Cassazione, Alessandra Algostino, costituzionalista, e Veronica Dini, avvocata.
Il nostro sostegno
“Come Fondazione Charlemagne crediamo che la pace non sia soltanto assenza di guerra, ma un processo collettivo che si costruisce ogni giorno nei territori, attraverso la giustizia sociale, la rigenerazione dei legami comunitari e il contrasto all’emarginazione nelle aree più fragili. Per questo sosteniamo ‘Io obietto la guerra’: riconoscere il diritto all’obiezione di coscienza significa dare a ogni cittadina e cittadino la possibilità di dire no alla violenza armata e di scegliere da che parte stare. Attraverso Periferiacapitale, programma comunitario per Roma che accompagna realtà sociali impegnate nelle periferie urbane, vediamo come sia fondamentale rafforzare la partecipazione democratica che nasce dal basso e che si batte ogni giorno per il benessere di tutta la società contro ogni conflitto.”
Stefania Mancini, presidente della Fondazione Charlemagne
Come firmare
La firma è una scelta individuale. Come Fondazione abbiamo firmato e scelto di sostenere la campagna sui nostri canali e tra i nostri membri e contatti, invitandoli a firmare, far firmare e a loro volta promuovere la proposta.
Chiunque può sottoscrivere il testo online, con SPID o con gli altri strumenti di identità digitale, a questo link.
Per saperne di più
Sito della campagna: www.ripudia.it
Contatti dei referenti: ripudia@emergency.it