Domenica 8 febbraio, a partire dalle ore 12.30, l’Osteria di Spin Time Labs ospita il primo brunch solidale di ReFoodGees, associazione di promozione sociale impegnata nel contrasto allo spreco alimentare e nella promozione dell’inclusione sociale.
ReFoodGees nasce con l’obiettivo di recuperare cibo invenduto, redistribuirlo a chi ne ha più bisogno e, al tempo stesso, costruire una cultura alimentare fondata sulla solidarietà, sulla sostenibilità e sull’incontro tra persone. Il nome dell’associazione riflette la sua vocazione inclusiva: tra chi la anima ci sono anche rifugiati, richiedenti asilo e persone provenienti da contesti e Paesi diversi. Il motto che ne guida l’azione è chiaro e ambizioso: “Recuperiamo cibo e coltiviamo umanità”.
Il brunch si svolgerà presso Spin Time Labs, in via Santa Croce in Gerusalemme 55, luogo riconosciuto come cantiere di rigenerazione urbana, capace di coniugare accoglienza, tutela dei diritti per le persone più fragili e inclusione sociale.
Per l’occasione, ReFoodGees si mette ai fornelli proponendo un menù vegetariano, realizzato interamente a partire da materie prime salvate dallo spreco alimentare. Un gesto concreto che racconta, attraverso il cibo, la possibilità di trasformare ciò che viene scartato in valore condiviso.
L’iniziativa rappresenta un momento di incontro e convivialità, ma anche un’importante occasione di raccolta fondi a sostegno dei progetti futuri dell’associazione. Un invito a condividere valori comuni: la lotta allo spreco, il contrasto alla povertà alimentare, l’impegno contro le discriminazioni e l’esclusione sociale.
Per informazioni: www.refoodgees.org – https://fb.me/e/7fQXsFELd

La cultura entra nel lessico delle politiche di cura: con la Legge di Bilancio 2026 viene istituito il Fondo per la cultura terapeutica e la cura sociale, uno strumento che riconosce il valore delle arti e del patrimonio culturale come leve di benessere, inclusione e supporto alle persone in condizione di fragilità e marginalità.
Il provvedimento prevede che, «al fine di sostenere gli enti locali, gli enti del Terzo settore, le associazioni, le fondazioni e le organizzazioni della società civile che rendono fruibili le arti dello spettacolo e il patrimonio culturale quali strumenti terapeutici per fornire sollievo alle persone con disabilità o in situazione di marginalità sociale e alle loro famiglie», sia istituito presso il Ministero della Cultura un Fondo dedicato, con una dotazione di 1 milione di euro annui a decorrere dal 2026. La definizione dei criteri e delle modalità di riparto è demandata a un successivo decreto ministeriale, adottato in raccordo con i Ministeri competenti in materia di salute, disabilità, politiche sociali e pari opportunità.
Fondazione Charlemagne accoglie con interesse questo passaggio, che rappresenta un primo riconoscimento istituzionale del ruolo sociale della cultura. Al tempo stesso, emerge una questione cruciale: il rischio che il Fondo, se interpretato e applicato in modo esclusivamente terapeutico, possa risultare limitante nella sua portata. Una concezione della “cura” intesa solo come risposta a un disagio già manifesto rischia infatti di lasciare scoperto un ampio ambito di intervento preventivo, nel quale la cultura agisce come fattore di protezione, di rafforzamento delle capacità individuali e collettive, di costruzione di benessere prima che la fragilità si traduca in emergenza.
Molte pratiche culturali a forte impatto sociale operano proprio in questa dimensione preventiva e quotidiana: non come terapia in senso clinico, ma come spazi di accesso, relazione, partecipazione e riconoscimento. Escludere o marginalizzare questo livello di azione significherebbe creare un vuoto di offerta, riducendo la capacità del Fondo di incidere in modo strutturale sulle disuguaglianze e sulle condizioni che le generano.
In coerenza con il proprio impegno a favore di una cultura intesa come infrastruttura sociale, Fondazione Charlemagne seguirà con attenzione l’attuazione di questa misura, monitorandone criteri, modalità applicative ed effetti concreti sui territori. Uno sguardo orientato a comprendere se e come questa misura saprà valorizzare pienamente il potenziale della cultura non solo come risposta al disagio, ma come pratica diffusa e preventiva di cura delle comunità.
(foto: ©MatteoCapone / Open House)
Con la firma del Protocollo D’Intesa con il Municipio XIII, Fondazione Charlemagne e il programma Periferiacapitale raggiungono un traguardo di particolare rilevanza istituzionale: l’avvio di una collaborazione formale con tutti i Municipi di Roma Capitale. Un risultato che consolida una strategia fondata sulla cooperazione territoriale e sulla costruzione di alleanze pubbliche e civiche per la rigenerazione urbana, sociale e culturale delle periferie romane.Il contesto territoriale
Il Municipio XIII, collocato nell’area ovest della città, rappresenta un territorio eterogeneo, segnato da quartieri ad alta densità abitativa e zone di più recente urbanizzazione. Con oltre 130mila residenti, una rete articolata di servizi di prossimità e un patrimonio di spazi pubblici in concessione e beni confiscati destinabili a usi sociali, il Municipio offre margini significativi per l’attivazione di progettualità a beneficio delle comunità locali. La presenza di 8 scuole aperte nel triennio 2025–2027, 2 biblioteche, 1 Centro di Aggregazione Giovanile e 8 Case sociali per anziani testimonia una dotazione di servizi diffusa ma da rafforzare, soprattutto sul fronte culturale, dove le manifestazioni registrate nel 2024 restano numericamente contenute. Anche la partecipazione civica, stabile attorno al 53,7%, riflette un coinvolgimento ancora distante dai livelli dei municipi centrali.Un impegno continuativo: i progetti sostenuti
In questo contesto, Periferiacapitale è già da anni attiva nel supporto a due realtà sociali radicate nel quartiere di Bastogi, una delle aree più vulnerabili del Municipio. MEDU – Medici per i Diritti Umani opera con Un Camper per i Diritti, una clinica mobile che garantisce assistenza sanitaria di prossimità, orientamento ai diritti e sostegno psico–sociale ai residenti, intercettando bisogni spesso sommersi e favorendo il collegamento con i servizi istituzionali. Accanto a MEDU, l’associazione civica Aurelio in Comune con il supporto di Nonna Roma promuove iniziative dedicate alla tutela dei diritti, con particolare attenzione al diritto all’abitare e al diritto al cibo, alla gestione del social market e a percorsi di solidarietà e mutualismo, con uno sguardo attento alla trasformazione dello storico ex residence in edilizia residenziale pubblica. La firma del protocollo, come per i protocolli precedentemente siglati, rafforza queste esperienze e apre nuove prospettive per lo sviluppo di progettualità comuni. La collaborazione strutturata con il Municipio XIII consentirà di valorizzare gli spazi pubblici disponibili, sostenere la rete associativa locale e promuovere interventi capaci di incidere sulla qualità della vita dei residenti, con particolare attenzione alle comunità più fragili. Con questo ultimo tassello, Fondazione Charlemagne e Periferiacapitale completano un percorso di dialogo istituzionale costruito negli anni con tutti i Municipi della città. Una rete oggi pienamente operativa, che rappresenta il punto di partenza per immaginare e realizzare nuove iniziative di rigenerazione sociale e culturale, accompagnando Roma in un processo di trasformazione che parte dalle sue periferie e dalla forza dei territori.Fondazione Charlemagne è lieta di condividere un appuntamento di rilievo globale promosso dall’associazione Antigone: la presentazione ufficiale dell’International Guiding Statement on Alternatives to Solitary Confinement (IGS), un documento innovativo che definisce linee guida internazionali per ridurre e superare definitivamente l’uso dell’isolamento nelle carceri.
L’IGS nasce da un lavoro collettivo e multidisciplinare coordinato da Antigone e da Physicians for Human Rights Israel. Il documento affronta una delle pratiche più controverse dei sistemi penitenziari contemporanei, troppo spesso adottata in assenza di alternative strutturate, nonostante il riconoscimento internazionale del suo impatto profondamente dannoso sulla dignità e sull’integrità delle persone detenute.
L’obiettivo è colmare questa lacuna, offrendo una cornice di riferimento che possa divenire uno strumento autorevole della soft law internazionale e guidare le politiche penitenziarie verso modelli più umani, efficaci e rispettosi dei diritti fondamentali.
La presentazione riunirà voci di primo piano della comunità internazionale dei diritti umani, provenienti da tutti i continenti. Una conferenza dal valore universale, che offrirà un confronto di alto profilo e uno sguardo plurale sulle prospettive di riforma.
Relatori:
- Uju Agomoh – President of the Prisoners’ Rehabilitation and Welfare Action, Nigeria; membro del Sottocomitato delle Nazioni Unite per la Prevenzione della Tortura
- Sebastián Cabezas Chamorro – Head of the Human Rights Protection Unit, National Human Rights Institute of Chile
- David Fathi – Director, National Prison Project, American Civil Liberties Union
- Fabi Fugazza – Avvocata per i diritti umani; docente presso University of Sydney e Western Sydney University
- Craig Haney – Psicologo; Distinguished Professor, University of California
- Claude Heller – Presidente del Comitato ONU contro la Tortura
- Juan Méndez – Professore di Human Rights, American University; membro dell’UN Expert Mechanism to Advance Racial Justice and Equality in Law Enforcement; già Relatore Speciale ONU sulla tortura
- Alan Mitchell – Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura
- Mauro Palma – Presidente del Centro di Studi Penologici Europeo, Università Roma Tre; già Garante nazionale dei diritti delle persone detenute; già Presidente del Comitato Europeo per la Prevenzione della Tortura
- Nuno Pontes – ISCTE University Institute of Lisbon
- Rick Raemisch – già Executive Director del Colorado Department of Corrections
- Sharon Shalev – Oxford University; fondatrice di SolitaryConfinement.org
- Helena Solà – Direttrice dell’OMCT Anti-Torture Programme
Dettagli dell’evento
- Quando: 11 dicembre 2025, dalle 14:30 alle 19:30 (CET)
- Dove: Online
- Lingua: Inglese, con sottotitoli automatici in più lingue
- Programma completo: disponibile sul sito di Antigone
- Registrazione: per partecipare è necessario compilare il form dedicato
Cosa prova chi è sopravvissuto al suicidio di una persona amata? Come aiutarlo ad uscire da un dolore nero e profondo? A questo tema, che interessa migliaia di persone, è dedicato l’incontro dal titolo: Amarsi da vivere lunedì 1 Dicembre 2025 alle ore 18:00 Presso The Hubs Zest di Via Marsala, 29 H – Roma
L’occasione dell’incontro è la presentazione del volume di Caroline Freddi, La Corda. Caroline è lei stessa una sopravvissuta che, con grande coraggio e generosità, ha deciso di condividere la sua esperienza per testimoniare un messaggio di speranza. «Sono una sopravvissuta – dice Caroline Freddi – ho perso mio marito nel 2009. Da quel giorno il percorso che ho fatto è stato lungo e doloroso. Grazie a un’ottima neuropsichiatra, alla mia famiglia, agli amici e alla matita, fedele compagna, seppur con fatica sono riuscita a chiedere aiuto. Ho deciso di raccontare i momenti terribili e faticosi, che ho vissuto e disegnato, sotto forma di diario illustrato: La Corda». La presentazione del libro è anche l’occasione per lanciare un appello a tutta la società affinché si presti più attenzione alla malattia mentale, per intercettare i segnali di profondo disagio troppo spesso ignora; e riuscire ad offrire supporto a chi è malato e ai suoi familiari. In un dibattito aperto al pubblico, oltre a Freddi, si alterneranno vari esperti, moderati dalla scrittrice Flaminia Marinaro. Tra questi: Niccolò Agliardi (cantautore, scrittore e autore del podcast di grande successo A domani- la scomparsa di Giacomo); Antonella Azzoni (neuropsichiatra dell’Ospedale Santo Spirito); Valerio Colangeli (psicoterapeuta membro dell’AIPA e IAAP); Daniele di Gennaro (minimum fax); Evelina Nazzari (attrice e scrittrice, madre di un ragazzo morto suicida); Guido Valentini (direttore della cooperativa Salviamo la Mente); Carolina Zaccarini (attrice che leggerà una poesia di Ginevra Sanfelice Lilli). Caroline Freddi è nata a nel 1966 a Roma. Si è formata come illustratrice e decoratrice studiando a Ginevra, decoratrice di interni assistente scenografa per teatro e video arte (Parigi Ginevra Bruxelles). Ha lavorato come designer per suo marito, gioielliere e viaggiato molto in estremo oriente per lavoro in modo particolare a Hong Kong. Nel 2009 perde il marito, e padre di sua figlia, morto suicida. Dalla Svizzera, dove vivevano insieme, decide di tornare a Roma dove segue un lungo e faticoso processo di risalita dal baratro, dal dolore. Un percorso che racconta per immagini nel volume La Corda. Per accreditarsi all’evento mandare una email a: info@amarsidavivere.itÈ stata inaugurata il 15 ottobre presso la Casa d’Aste Arcadia di Roma, con il patrocinio del Comune di Roma, la prima asta d’arte a sostegno del programma comunitario Periferiacapitale: si tratta di 36 opere straordinarie, eredità della Fondazione Charlemagne, il cui ricavato sarà destinato al sostegno di progetti di rigenerazione urbana e partecipazione all’interno del programma Periferiacapitale.
Tra le opere di maestri dell’Ottocento e Novecento nel catalogo dell’asta, figurano due meravigliosi quadri di Renoir, “Jeune femme au Corsage Rouge et au Chapeu Jeune” e “Tête de femme”. E poi opere di Soutine, Utrillo, Bonnard, Boudin, Ernst, Picasso e Hokusai: un’eredità che diventa strumento di solidarietà per sostenere chi, nei quartieri più fragili della capitale, costruisce quotidianamente comunità e partecipazione.
“Roma è una città complessa e i contesti periferici sono spesso narrati in modo riduttivo – spiega Stefania Mancini, Presidente di Fondazione Charlemagne – dando poco spazio all’ostinazione, al coraggio e alla creatività delle comunità che ci vivono e che rispondono alle sfide di creare comunità. L’asta che la Fondazione organizza rappresenta un ulteriore tassello a sostegno di una filantropia che decide di ascoltare i territori e con essi di collaborare per condividere una visione di lungo periodo che dia spazio a una città più solidale e meno fragile.”
Il programma comunitario “Periferiacapitale” si dedica infatti alla città di Roma e alle sue comunità, ascoltandole e valorizzandole. Rendere i territori più inclusivi e solidali, accompagnando le energie sociali presenti e radicate nei quartieri della città, è l’obiettivo del programma: in cinque anni ha affiancato oltre cento realtà territoriali presenti in tutti i Municipi di Roma, impegnate nella promozione di partecipazione attiva, mutualismo e giustizia sociale.
La mostra fotografica
La mostra “Giovani, il respiro di Roma” , che è stata inaugurata contestualmente all’asta, nasce dalla volontà della Fondazione Charlemagne di raccontare per immagini il potenziale generativo dei territori in una città complessa e stratificata come Roma. Il terriccio sabbioso di un campo da calcio tra i grandi palazzi di cemento di Pietralata; i graffiti sul tetto di un parcheggio dietro la Stazione Tuscolana; la piccola chiesa in legno costruita tra le casette alla foce del fiume Tevere; le rovine di un mausoleo romano a ridosso della Prenestina; i campi da basket alle porte dello storico quartiere di San Lorenzo. Lo sguardo del fotografo Francesco Cabras attraversa cinque realtà radicate nelle periferie romane e restituisce l’immagine di una metropoli che, dal basso, rinnova ogni giorno la volontà di trasformarsi oltre stereotipi e luoghi comuni.
Informazioni pratiche:
Le opere all’asta e la mostra fotografica saranno visibili al pubblico in un’esposizione presso la sede di Arcadia da giovedì 16 a domenica 19 ottobre, dalle ore 10 alle 19, e lunedì 20 ottobre, dalle 10 alle 13.30: Casa d’Aste Arcadia, Corso Vittorio Emanuele II, 18 Roma. Orari asta: tornata unica, 21 ottobre ore 18.30.
Fondazione Charlemagne, in collaborazione con la Casa d’Aste Arcadia, promuove la prima asta d’arte a sostegno del programma comunitario Periferiacapitale: un’iniziativa in cui la grande arte diventa strumento concreto di rigenerazione urbana. L’evento, ospitato negli spazi della Casa d’Aste Arcadia presso Palazzo Celsi, è patrocinato dal Comune di Roma e rappresenta un momento inedito di incontro tra il mondo dell’arte e dell’impegno sociale. I proventi dell’asta, che si terrà il 21 ottobre 2025, saranno interamente destinati al sostegno di progetti di rigenerazione urbana e partecipazione all’interno del programma Periferiacapitale, al fine di sostenere e accompagnare chi lavora ogni giorno per Roma e con Roma. La collezione in asta comprende 36 opere di grande valore, tra cui lavori di artisti come Renoir, Soutine, Van Dongen, Bonnard, Boudin, Ernst e Picasso — un’eredità che diventa strumento di solidarietà e, in linea con la missione di Periferiacapitale, sostenere chi, nei quartieri più fragili, costruisce quotidianamente comunità e partecipazione. Ad accompagnare l’asta, la mostra fotografica “Giovani, il respiro di Roma” del fotografo Francesco Cabras, un racconto visivo che esplora la rigenerazione urbana attraverso i volti e le storie di giovani protagonisti della trasformazione sociale in città. Le immagini di Cabras restituiscono la vitalità di una Roma che si rigenera dal basso, nei luoghi dove spesso lo sguardo pubblico non arriva: campi da calcio tra i palazzi di Pietralata, tetti trasformati in spazi di cultura dietro la Stazione Tuscolana, laboratori comunitari all’Idroscalo di Ostia, parchi restituiti alla cittadinanza a San Lorenzo, spazi sociali e sportivi in Borgata Gordiani. Attraverso queste esperienze – Urbis Next Gen, Borgata Gordiani, La Rada, Liberi Nantes, Giovani San Lorenzo – Periferiacapitale vuole raccontare la Roma che resiste, che innova e che si batte per la giustizia sociale. Una città in cui le nuove generazioni diventano motore di trasformazione, consapevoli protagoniste di un processo collettivo di rinascita urbana e umana. Il catalogo dell’asta è consultabile sul sito della Casa D’Aste Arcadia: www.astearcadia.comFoto: Villa Gordiani. Francesco Cabras per Fondazione Charlemagne
La conferenza internazionale promossa da ASGI e dedicata all’analisi critica delle politiche di esternalizzazione delle frontiere e alle strategie giuridiche per contrastarne gli effetti si terrà a Roma il 25 e 26 settembre, presso la Città dell’Altra Economia.
L’incontro, intitolato “Cartografia della deresponsabilizzazione: politiche di esternalizzazione e stato di diritto”, si propone di mettere a confronto i modelli europeo, statunitense e australiano, per valutarne l’impatto sui sistemi giuridici e per elaborare strumenti concreti di tutela dei diritti delle persone in movimento.
Attraverso i contributi di avvocate/i, giornaliste/i e attiviste/i provenienti da diversi contesti internazionali, il convegno intende restituire una mappa aggiornata delle pratiche di esternalizzazione e del loro effetto sui sistemi di garanzie democratiche a livello globale. L’evento si articolerà in panel tematici e workshop pratici, valorizzando le esperienze maturate da ASGI nei progetti Sciabaca&Oruka, Medea e In Limine, e offrirà un momento pubblico di confronto sulle strategie già sperimentate e su quelle da sviluppare nei prossimi anni.
ASGI scrive:
«Da almeno un decennio assistiamo all’espansione delle politiche di esternalizzazione delle frontiere europee, in particolare nei Paesi africani. A partire dal biennio 2015–2016, questa strategia ha inciso profondamente sui diritti umani delle persone migranti, limitando la libertà di movimento e riducendo drasticamente l’accesso effettivo alla protezione internazionale».
Il prossimo 25 settembre alle ore 18.00, presso la Città dell’Altra Economia di Roma (Largo Dino Frisullo), Antigone e Next New Media presentano “CATTIVI. Le carceri dei ragazzi viste da dentro”, il nuovo podcast della collana di approfondimento giornalistico 11DECIMI.
Un racconto inedito e necessario, che porta alla luce il mondo poco conosciuto del sistema penale minorile, attraverso le voci dirette dei e delle giovani che ne fanno esperienza e di chi li accompagna quotidianamente, dentro e fuori dal carcere.
Se il carcere per adulti rappresenta una realtà spesso isolata dal tessuto sociale, quello minorile appare ancora più distante e invisibile. Per una storia che arriva all’ascolto pubblico, decine rimangono sommerse, senza spazio né voce. Con questo podcast si intende colmare quel vuoto, offrendo un’occasione di riflessione collettiva e di confronto aperto su un tema cruciale, oggi attraversato da trasformazioni profonde.
Negli ultimi anni, infatti, il sistema penale minorile ha conosciuto mutamenti che ne hanno snaturato la vocazione originaria, generando criticità inedite: dal primo sovraffollamento carcerario minorile nella storia repubblicana, fino agli effetti del cosiddetto Decreto Caivano e allo smantellamento del sistema di accoglienza per i minori stranieri non accompagnati. Decisioni che hanno inciso radicalmente su un impianto pensato, sin dalla sua nascita, per l’educazione e il reinserimento sociale.
L’incontro del 25 settembre sarà quindi non solo la presentazione di un nuovo lavoro giornalistico, ma anche e soprattutto uno spazio di ascolto e discussione, per restituire dignità a storie troppo spesso ignorate e stimolare un dibattito pubblico all’altezza della complessità del presente.

(foto: ANSA)
La Fondazione Charlemagne e la Fondazione Emmanuel promuovono un appello a Papa Leone XIV attraverso una petizione dal titolo “Appello al Papa: fermare la tragedia umanitaria a Gaza”: chiedendo la presenza di Sua Santità con cibo, acqua e medicine. Di seguito il contenuto dell’appello, sottoscrivibile al seguente link: https://chng.it/QLTKpmkKRG
A Sua Santità
Papa Leone XIV
Città del Vaticano
Santo Padre,
la Terra brucia e il grido della Croce e della Terra sono assordanti eppure non giungono alle orecchie dei potenti.
Il diritto internazionale e umanitario viene disatteso, le relazioni tra i popoli si esauriscono nel dispiegamento di rapporti di forza, le istituzioni multilaterali sono impotenti.
Siamo donne e uomini, giovani e anziani; siamo credenti in Dio, fiduciosi nell’essere umano; siamo cittadini italiani e internazionali e referenti di Organizzazioni, Movimenti, Comunità, Associazioni e Istituzioni Pubbliche e Private.
Ciascuno di noi, in vari luoghi del mondo, ha accolto il Suo invito a digiunare e pregare.
Ora chiediamo a Lei, Santità, di dare forma alle nostre preghiere.
Le chiediamo di essere segno tangibile della presenza di Cristo nel luogo in cui oggi si sta consumando ogni forma di dignità, umanità, speranza.
Le chiediamo un’azione urgente quale segno per ogni Capo di Stato ed ogni essere umano, partendo da chi vive l’inferno e confida, incessantemente, nello sguardo e nell’intervento di Dio quale unico Salvatore.
Le chiediamo di organizzare e presiedere il Pellegrinaggio della Speranza portando a Gaza cibo, acqua e medicine.
Lei può, Santo Padre, perché il Suo Amore è più grande di qualsiasi altra considerazione.
Ci rivolgiamo a Lei come Padre e Pastore certi che Dio ha bisogno dei nostri piedi per raggiungere i confini del mondo; ha bisogno delle nostre mani per rialzare chi non ha più forza ed ha bisogno dei nostri cuori per consolare chi vive nella disperazione.
Dio ha bisogno del nostro sì e gli ultimi di questo mondo, in questo momento gli uomini e le donne, le bambine e i bambini di Gaza, hanno bisogno della presenza di Cristo; una presenza viva, salvifica, potente e amorevole che ponga fine a questa strage di innocenti.
26 agosto, 2025
Fondazione Emmanuel, Stefania Gualtieri – Vice Presidente
Fondazione Charlemagne, Stefania Mancini – Presidente
(Foto di Hosny Salah)