È disponibile online il Bilancio Sociale 2025 di Fondazione Charlemagne: il racconto di un anno di crescita, nuove sfide e scelte coraggiose, senza mai perdere di vista ciò che guida ogni nostra azione, essere al servizio delle persone e dei territori.
Nel 2025 abbiamo accolto nuove energie, aperto nuovi percorsi e rafforzato il nostro agire collettivo. Perché cambiare non significa cambiare direzione, ma trovare ogni giorno nuovi modi per perseguire la nostra missione.
Il documento è consultabile e scaricabile sul sito della Fondazione, all’interno della pagina Identità e missione.
Cambiare la narrazione sulle migrazioni è l’obiettivo della Rete Lampedusa, il network nazionale promosso dal medico ed ex parlamentare europeo Pietro Bartolo per costruire una visione del fenomeno migratorio fondata su dati, diritti umani e percorsi di ingresso regolari.
La presentazione ufficiale si è tenuta questa mattina, mercoledì 15 luglio, alle ore 10:00, presso l’Istituto Maria Ausiliatrice delle Salesiane di Don Bosco, in Via Marghera 59 a Roma.
Una rete per colmare un vuoto
Rete Lampedusa nasce per rispondere a un vuoto politico, culturale e narrativo che da anni segna il dibattito pubblico sulle migrazioni, oggi schiacciato tra la retorica dell’invasione e il silenzio dettato dal calcolo elettorale. L’obiettivo del network è mettere in rete competenze, esperienze e buone pratiche di chi lavora ogni giorno nell’accoglienza e nell’integrazione, per costruire una contro-narrazione credibile, autorevole e organizzata.
A presentare il progetto e le strategie di sviluppo della rete sul territorio nazionale sono stati Agostino Sella, presidente di Don Bosco 2000, insieme a Massimo Costanza, coordinatore strategico e organizzativo dei nuclei regionali.
L’incontro, moderato da Stefano Arduini, direttore di Vita, ha visto il contributo di autorevoli voci del mondo della cultura, del giornalismo, della magistratura e dell’impegno civile: Carlo Borgomeo, Kasia Smutniak, Vinicio Capossela, Nello Scavo, Nicolò Govoni e Luigi Patronaggio. Le conclusioni sono state affidate allo stesso Pietro Bartolo, promotore della rete, che ha tracciato la visione e gli obiettivi del nuovo network nazionale.
Perché una rete, e perché ora
Medico e per anni presidio umano di Lampedusa, Bartolo ha curato in prima persona migliaia di persone sbarcate sull’isola. La sua idea è semplice e insieme radicale: la migrazione non si affronta con slogan o scorciatoie ideologiche, ma con responsabilità, umanità, visione europea e strumenti concreti. Rete Lampedusa vuole affermarlo nei fatti, mettendo al centro serietà, canali legali, integrazione e responsabilità condivise.
Seguite la nascita di Rete Lampedusa su Instagram: @rete_lampedusa.
Per maggiori informazioni: retelampedusa.org
Foto: © Tullio M. Puglia/Getty Images
Dal 22 al 28 giugno, in occasione della Giornata nazionale delle Periferie urbane, la Fondazione Charlemagne porta in tutta Italia la Settimana delle Periferie: sport, cultura, comunità e partecipazione per per una nuova narrazione che rimette al centro comunità e spazi capaci di generare inclusione e giustizia sociale
Le periferie non sono il margine. Sono una lente attraverso cui leggere le disuguaglianze e la complessità delle nostre città – ed è da questa convinzione che nasce la Settimana delle Periferie, l’iniziativa nazionale promossa dalla Fondazione Charlemagne in collaborazione con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle Periferie.
Dal 22 al 28 giugno 2026, partendo da Roma e arrivando a Cagliari, Lecce, Napoli, Palermo, Torino, Milano, Genova e Pesaro, decine di realtà del territorio animeranno piazze, parchi e quartieri con eventi sportivi, culturali e di comunità, gratuiti e aperti a tutte e tutti.
Perché il 24 giugno
La Settimana nasce in occasione della Giornata nazionale delle Periferie urbane, istituita con la Legge n. 170/2024 e fissata al 24 giugno: una data scelta per non dimenticare quanto accaduto a Caivano nel 2014, quando perse la vita la piccola Fortuna Loffredo, e per trasformarla in un momento di valorizzazione delle energie civiche, delle reti di mutualismo e delle pratiche di cura collettiva che ogni giorno cambiano il volto delle aree marginali.
L’iniziativa raccoglie l’eredità di Periferiacapitale, il programma con cui la Fondazione Charlemagne sostiene da sei anni a Roma, oltre 120 realtà tra associazioni, comitati di quartiere, cooperative sociali e gruppi di volontariato. Con la Settimana delle Periferie, quel modello diventa nazionale: una piattaforma di riconoscimento e alleanza per le comunità che, ogni giorno, contrastano le disuguaglianze nei propri territori con la volontà di trasformare radicalmente il modo di raccontare le aree marginali, non più come luoghi di solo degrado, bensì come bacini di innovazione sociale, possibilità e partecipazione.
“Nella nostra esperienza, la periferia non è il fuori, non è il margine. È una lente attraverso cui comprendere le disuguaglianze e la complessità sociale delle città. Nel 2025 abbiamo sostenuto l’istituzionalizzazione della Giornata nazionale delle periferie urbane che ricorre il 24 giugno. Con la Settimana delle Periferie vogliamo scardinare lo stigma che troppo spesso colpisce le aree urbane considerate marginali, ignorate dal discorso pubblico o raccontate solo attraverso la cronaca nera o l’emergenza o i problemi. La realtà ci insegna che le città cambiano davvero solo quando le comunità locali vengono riconosciute come soggetti attivi, quando si rafforzano legami sociali e spazi comuni. Questa iniziativa non è una celebrazione rituale, ma un dispositivo culturale per dare voce a chi esercita il diritto alla città e al futuro, trasformando le periferie in luoghi di possibilità”
Stefania Mancini, presidente di Fondazione Charlemagne“Sarà una bellissima settimana “on the road” su e giù per l’Italia, a partire dalla Capitale, per vivere a pieno lo spirito di questa Giornata, che vediamo già cresciuta in modo esponenziale in un solo anno e che supera, grazie a una cornice normativa nazionale, l’estemporaneità di iniziative episodicheSono davvero tanti, da nord a sud, gli appuntamenti organizzati da Comuni, dalle associazioni, dalle parrocchie, dalle realtà del terzo settore per questa occasione. La nostra vicinanza sul campo è il modo per dire “grazie” alle tante realtà associative di prossimità che generano valore civico nella nostra società. Una presenza anche delle istituzioni che muove fin dal suo insediamento la Commissione stessa, attraverso le continue visite istituzionali nei territori per indagare sulle criticità, ma anche per attenzionare e conoscere il fermento positivo e virtuoso che caratterizza sempre di più le periferie italiane, come dimostra anche questa grande iniziativa diffusa”
On. Alessandro Battilocchio, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta Periferie

Le iniziative in programma
Con un programma di oltre 40 iniziative, Roma è il cuore pulsante della Settimana. Un calendario fittissimo che attraversa tutti i quadranti della città: dalla mostra fotografica di Maison APS a Prenestino alla rigenerazione del Parchetto Ribelle di Alberone con Urbis Next Gen, dal torneo di bocce inclusivo dell’Associazione Il Melograno Rosso a Selva Candida alla presentazione del volume La Città Giusta al Centro Giano, fino al rafting sull’Aniene con Insieme per l’Aniene Aps. Si continua con il cinema all’aperto a Casal Bruciato e Cinecittà, il cineforum di Lucha y Siesta al Quadraro, il restyling del campo da basket a Torrevecchia con Bronx Legendz, la passeggiata per la salute mentale a Labaro-Prima Porta con Salviamo la Mente, il gioco urbano “Pop Up The Game” di Open City Roma al Tuscolano e la festa di Pontedincontro a Laurentino 38.
Il 25 giugno è una delle giornate più dense, tra il workshop di autocostruzione di K_Alma a Testaccio, la presentazione del libro Teoria della classe armata all’Esquilino, la cena di comunità di Io Sono APS a Tor Marancia, la pulizia del Parco Labia a Fidene e le bio-passeggiate sulla spiaggia libera di Ostia Ponente con l’APS Sotto al Mare. Si chiude tra il 26 e il 28 giugno con la serata di animazione sociale a Cesano di Roma, l’apertura serale della Biblioteca Sociale Passepartout a Podere Rosa, la caccia al tesoro di ASD Borgata Gordiani a Villa Gordiani, la giornata di sport e socialità del Gruppo Sportivo Grottarossa, lo spettacolo teatrale di Spinaceto Cultura Teatro della Dodicesima e il gran finale all’Idroscalo di Ostia con il Festival In-Dipendenza di MEDU e La Rada.
Da Cagliari a Torino: una rete che attraversa l’Italia
La Settimana delle Periferie non si ferma alla Capitale. A Cagliari, il 23 giugno, la Fondazione Domus de Luna porta teatro, musica e arti circensi a Pirri. A Lecce, il 24 giugno, la Fondazione Emmanuel apre il Centro di Prossimità Casa Comune nel quartiere Ferrovia per un dialogo sulla centralità della persona. A Napoli, tra il 22 e il 28 giugno, Scampia è protagonista con la rinascita dell’Officina delle Culture Gelsomina Verde, la bonifica del “vicoletto del riscatto”, una nuova libreria a Secondigliano e “Libera in Goal”, il torneo di calcio in memoria di Antonio Landieri organizzato da Libera contro le mafie insieme alle realtà del quartiere.
In Sicilia, Palermo propone laboratori di rigenerazione urbana a Borgo Vecchio, un mattino di cura collettiva transfemminista allo Spazio Donna ZEN e una settimana intera di giochi a Danisinni, mentre i comuni dell’entroterra di Aidone, Barrafranca, Pietraperzia e Santa Caterina Villarmosa si attivano con “Radici di Futuro”, giornate di piantumazione e cura dei beni comuni. A Milano, il 24 giugno, una delegazione internazionale di giovani professionisti scoprirà le buone pratiche di community-making del Municipio 2 con Fondazione di Comunità Milano. A Pesaro, il 26 giugno, la Fondazione Wanda Di Ferdinando realizza “Mappe Future”, un’azione di cura del territorio a Borgo Santa Maria. A Torino, il 26 giugno, la Fondazione di Comunità Porta Palazzo porta nel quartiere Aurora “Support don’t punish”, una giornata di informazione e socialità sui diritti di chi usa sostanze. E tra Genova e la Liguria, Defence for Children International Italia anima l’intera settimana con RapLab, il laboratorio di musica rap e narrazione per ragazzi e ragazze in percorsi di giustizia minorile, e con la “suonata” finale del laboratorio musicale VivaUkulele, il 24 giugno.
Segui tutto il programma
Il calendario è in continuo aggiornamento: l’elenco completo e sempre aggiornato di tutti gli eventi, città per città, è disponibile a questo link.
Vi aspettiamo nei quartieri, nei parchi e nelle piazze d’Italia per vivere insieme la Settimana: perché le periferie, raccontate da chi le abita, sono già il futuro delle nostre città.
Sei un’associazione, gruppo territoriale o realtà sociale e desideri partecipare alla Settimana delle Periferie? Compila il form!
Settimana delle Periferie – dal 22 al 28 giugno 2026, in occasione della Giornata nazionale delle Periferie urbane (24 giugno). Un’iniziativa della Fondazione Charlemagne con la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle periferie, con il patrocinio della Camera dei Deputati.
È online la graduatoria provvisoria – in attesa di validazione da parte del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale– del progetto di Servizio Civile Universale 2026 “Radici di prossimità. In cammino con le comunità fragili per generare risposte solidali nelle periferie della Capitale”.
La graduatoria provvisoria è consultabile a questo link.
Per garantire la tutela della privacy, l’elenco non riporta i nomi dei candidati ma il numero identificativo della domanda, indicato in alto a sinistra su ogni domanda generata dal sistema al momento della presentazione della candidatura.
Per qualsiasi necessità di supporto, è possibile scrivere a serviziocivile@assifero.org o a info@fondazionecharlemagne.org.
La Fondazione Gramsci bandisce per il 2026 un concorso per un tirocinio di formazione e orientamento per 2 operatori dei servizi culturali, che avrà per oggetto le attività finalizzate alla conservazione e alla fruizione del proprio patrimonio archivistico e bibliotecario.
Il tirocinio avrà una durata di 6 mesi per ciascun operatore, con un monte di 40 ore settimanali.
Il bando è rivolto a persone attualmente inoccupate o disoccupate con la finalità di formazione e orientamento volta ad acquisire, sviluppare e/o incrementare competenze nel settore degli operatori culturali di biblioteche e archivi.
Il progetto è realizzato con il contributo di Fondazione Haiku Lugano.
(foto: Margherita Caprilli/Archivio PCI)
È online il calendario dei colloqui di selezione per il progetto bando SCU 2026 Radici di prossimità. In cammino con le comunità fragili per generare risposte solidali nelle periferie della Capitale.
I colloqui di selezione si terranno i giorni 6-8-15-20-22-26 Maggio, presso la sede di Fondazione Charlemagne, in VIA GENOVA 23 – ROMA.
Per scoprire il giorno e l’orario di convocazione, i candidati sono pregati di consultare il calendario, disponibile cliccando qui.
Come previsto dal bando, la pubblicazione del calendario avviene almeno dieci giorni prima della data di convocazione e vale come notifica della convocazione.
Nel rispetto della privacy, si è scelto di non pubblicare il nominativo dei candidati, ma il numero di riferimento domanda, che è possibile trovare in alto a sinistra su ogni domanda generata dal sistema, al momento della presentazione della propria candidatura.
Per eventuali supporti, scrivere a serviziocivile@assifero.org o info@fondazionecharlemagne.org
(Foto: ATI SUFFIX)
Il cambiamento non è mai un processo superficiale, specialmente per chi, come noi, si impegna quotidianamente per la trasformazione sociale. Oggi siamo felici di svelarvi un tassello fondamentale di questo percorso: la nuova identità visiva della Fondazione Charlemagne e il nostro nuovo logo.
Un’evoluzione che non è solo estetica, ma riflesso visivo ed espressione di una visione rinnovata e di un impegno ancora più profondo e solido verso le comunità e i territori.
Il nostro nuovo logo: una visione di generatività
Al centro di questa trasformazione c’è il nostro nuovo logo. La sua forma trae ispirazione da un elemento primordiale, ma fondamentale: la cellula. Questo perché, da unità fondamentale della vita, rappresenta l’organismo capace di dare origine a strutture complesse.
In questa immagine abbiamo riconosciuto una metafora capace di raccontare ciò che la Fondazione è sempre stata e vuole continuare ad essere: un luogo generativo, dinamico, in continua trasformazione.
La generatività è infatti una delle parole chiave che guidano questo cambiamento. Generare significa creare le condizioni perché nuove energie possano emergere, perché idee, relazioni e progetti trovino spazio per svilupparsi. Non si tratta solo di sostenere iniziative, ma bensì di attivare e accompagnare processi che continuino nel tempo.
Chi siamo e dove vogliamo andare: attivatori di comunità
La Fondazione si riconosce sempre più come un soggetto che mette in connessione persone, competenze e risorse, favorendo la nascita di reti e collaborazioni. Come una cellula che si moltiplica e si differenzia, così le comunità possono crescere e rafforzarsi quando vengono attivate, coinvolte e rese protagoniste.
Non vogliamo limitarci soltanto a erogare risorse, ma essere anche veri e propri “catalizzatori”. Ci vediamo come attivatori che forniscono l’energia necessaria affinché le comunità locali possano riconoscersi, organizzarsi e diventare protagoniste del proprio cambiamento. Dal passato abbiamo imparato ad essere investitori pazienti perché sappiamo quanto importante sia il fattore tempo; il tempo che accompagna i processi ha bisogno di investimenti continuativi. Ci piace camminare insieme anche per anni e sostenere chi è al nostro fianco senza vincolarlo necessariamente a un progetto.
Un sito web per navigare il cambiamento
Insieme al logo, debutta oggi anche il nuovo sito web. Abbiamo lavorato per creare un’esperienza digitale più intuitiva, trasparente e capace di raccontare le storie dei progetti che sosteniamo.
“La nostra missione è mettere la dignità delle persone al centro. Sempre e ovunque, in Italia e nel mondo. Questo nuovo progetto comunicativo è un tassello fondamentale di questo impegno e il rinnovamento dell’identità visiva della Fondazione è nella direzione di far comprendere quanto le sinergie filantropiche possano essere alleate di altre componenti del Terzo settore e delle istituzioni. Il nuovo sito va nella direzione di avvicinare il mondo della filantropia ai cittadini e alle cittadine, alle comunità, ai territori.
Stefania Mancini, presidente
Cambia la forma, ma la sostanza rimane la stessa: la dedizione verso le persone e la lotta alle disuguaglianze. Vi invitiamo a esplorare il nuovo sito e a familiarizzare con la nostra “cellula”.
Benvenuti nella nuova Fondazione Charlemagne.
È ufficialmente aperto il bando Servizio Civile Universale per la selezione di operatori volontari!
Vuoi occuparti di analisi sociale o storytelling?
Scopri il nostro progetto “Radici di prossimità. In cammino con le comunità fragili per generare risposte solidali nelle periferie della Capitale.”: SCHEDA.
Fondazione Charlemagne mette a disposizione 4 posti, di cui 1 GMO (difficoltà economiche) nella sede di Roma (codice sede 236104), in via Genova 23.
Per partecipare al bando è necessario:
- Avere un’età compresa tra i 18 e i 29 anni (non compiuti alla data di presentazione della domanda, 28 anni e 364 giorni)
- Non aver riportato condanne
- Non appartenere a corpi militari o forze di polizia
Possono partecipare al bando cittadini italiani, cittadini degli altri Paesi dell’Unione Europea e cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti in Italia.
Per candidarsi al posto Giovane con minore opportunità (difficoltà economiche) andrà allegata alla domanda o consegnata al momento della prova selettiva l’attestazione di Isee inferiore o pari a 15.000 euro.
Qualora non venisse allegata o consegnata in sede di selezione tale documentazione, il giovane non concorrerà per la posizione GMO, ma per le posizioni ordinarie.
La domanda deve essere presentare esclusivamente on-line attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo https://domandaonline.serviziocivile.it
ATTENZIONE: scadenza prorogata al 16 aprile ore 14.00
Per accedere ai servizi di compilazione e presentazione domanda sulla piattaforma DOL occorre che il candidato sia riconosciuto dal sistema.
I cittadini italiani residenti in Italia o all’estero possono accedervi con CIE (Carta di Identità Elettronica), o con SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale). Sul sito dell’Agenzia per l’Italia Digitale www.agid.gov.it/it/piattaforme/spid sono disponibili tutte le informazioni su cosa è SPID, quali servizi offre e come si richiede.
I cittadini di Paesi appartenenti all’Unione europea o non appartenenti all’Unione europea regolarmente soggiornanti in Italia, che non hanno la possibilità di acquisire lo SPID, possono richiedere al Dipartimento il rilascio di apposite credenziali per accedere ai servizi della piattaforma DOL, seguendo la procedura disponibile sulla home page della piattaforma stessa.
Gli aspiranti operatori volontari possono presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.
L’importo dell’assegno mensile per lo svolgimento del servizio è attualmente pari ad € 519,47.
Il bando è disponibile qui
Per maggiori informazioni, visitare www.politichegiovanili.gov.it; www.scelgoilserviziocivile.gov.it; sito di Assifero.
Contatti:
serviziocivile@assifero.org
info@fondazionecharlemagne.org
Aprire uno spazio pubblico di confronto sui temi della parità di genere, della decostruzione degli stereotipi e della costruzione di nuove narrazioni. Nasce con questo obiettivo “Maleducate. Corpi e narrazioni fuorilegge”, la serata-evento promossa da ÀP – Antimafia Pop Academy il prossimo giovedì 5 marzo. Un appuntamento aperto alla città che invita a riflettere sui corpi come spazio politico, educativo e culturale.
L’iniziativa si inserisce nel percorso di avvicinamento alla data dell’8 marzo e nasce da una domanda volutamente provocatoria: “E se essere “maleducate” fosse oggi un gesto necessario?” Un atto di presa di parola, di occupazione simbolica dello spazio, di rifiuto di modelli imposti per restituire complessità e pluralità alle esperienze dei corpi.
Corpi, immaginari, città: tre prospettive per comprendere il presente
L’evento si inserisce in un più ampio percorso educativo e culturale dell’Accademia che guarda alle questioni di genere come chiave di lettura trasversale delle dinamiche sociali contemporanee, con particolare attenzione alle giovani generazioni e alla formazione dell’immaginario collettivo. Al centro del confronto, tre traiettorie fondamentali: corpi e spazio educativo, corpi e immaginario, corpi e spazio urbano. La serata sarà costruita come un attraversamento collettivo di linguaggi e pratiche diverse: interventi, performance artistiche, riflessioni e testimonianze di attivismo sociale si intrecceranno per generare un confronto aperto e trasversale.
Tra le voci e le esperienze coinvolte figurano, tra le altre, la poetessa e performer Cecilia Lavatore, la consigliera regionale del Lazio Marta Bonafoni, la ginecologa Monica Calcagni, rappresentanti del mondo dell’educazione, della ricerca, della danza e dell’attivismo femminista, insieme alle attiviste della Casa delle Donne Lucha y Siesta e alla ricercatrice Serena Olcuire. L’obiettivo è intrecciare arte, educazione, attivismo e ricerca in una riflessione condivisa che metta al centro storie e narrazioni capaci di interrogare ciò che viene spesso dato per scontato.
“Maleducate” si propone come un invito esplicito a sostare nella complessità, a mettere in discussione modelli consolidati e a immaginare nuovi orizzonti culturali. Non un semplice evento, ma l’avvio di un percorso pubblico di confronto e consapevolezza rivolto alla comunità, capace di portare al centro del dibattito esperienze, domande e trasformazioni spesso marginalizzate.
Informazioni sull’evento
Maleducate. Corpi e narrazioni fuorilegge
Giovedì 5 marzo 2026, ore 18.30
Via Contardo Ferrini 83, Roma – Cinecittà Don Bosco
Ingresso gratuito con sottoscrizione della tessera annuale ÀP Academy (5 euro, gratuito per under 21).
Lunedì 23 febbraio, a Roma, giuristi/e, studiosi/e, rappresentanti della società civile, attivisti/e e giornalisti/e si riuniranno per un momento di confronto pubblico dedicato a uno dei temi più urgenti del nostro tempo: la trasformazione del diritto e delle politiche migratorie nel contesto globale contemporaneo.
L’iniziativa, organizzata da ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione con il supporto di Fondazione Charlemagne, intende offrire uno spazio di riflessione condivisa per analizzare i profondi mutamenti che stanno investendo i fondamenti del patto sociale costruito nel secondo dopoguerra, e per individuare strategie di risposta giuridica e civile capaci di riaffermare i principi democratici e costituzionali.
Un contesto in trasformazione
È in atto una trasformazione epocale dei valori fondanti il patto sociale come lo abbiamo conosciuto dopo la fine della Seconda guerra mondiale. L’idea di un’ uguaglianza giuridica tra gli esseri umani si sta progressivamente deteriorando e il diritto viene sempre più strumentalizzato per creare speciali condizioni giuridiche caratterizzate da esclusione, confinamento, subalternità e privazione dei diritti di base.
I cittadini stranieri sono tra i gruppi sociali maggiormente colpiti da una proliferazione normativa finalizzata a creare uno status giuridico differenziato, che conduce milioni di persone in una condizione di vulnerabilità. Questa operazione appare come una sorta di anticamera di un totalitarismo pronto a espandersi nei confronti di altre categorie di persone e a rimettere in discussione le basi della convivenza sociale regolate dai valori costituzionali.
Paesi come gli Stati Uniti e la Grecia stanno già sperimentando declinazioni ancor più illiberali di questo modello di confinamento. L’intervento della società civile deve dunque focalizzarsi sui cambiamenti strutturali e individuare strategie innovative che richiamino i valori democratici, superando il solo approccio umanitario.
Un’Arena pubblica per il confronto
L’incontro del 23 febbraio si propone come un’Arena pubblica di confronto tra competenze diverse – giuridiche, accademiche, associative e civiche – con l’obiettivo di analizzare le trasformazioni in atto nel diritto e nelle politiche migratorie, in Italia e a livello internazionale; comprendere le implicazioni di tali cambiamenti per i principi di libertà, uguaglianza e Stato di diritto; individuare strategie condivise di intervento che vadano oltre il solo approccio umanitario, richiamando con forza i valori democratici e costituzionali. Attraverso interventi di esperti e momenti di discussione collettiva, l’iniziativa intende promuovere una riflessione approfondita sulle forme contemporanee di limitazione dei diritti e sulle possibili azioni di resistenza giuridica e civile.
Informazioni
L’incontro si terrà presso Villa Altieri, in viale Manzoni 47, lunedì 23 febbraio 2026, dalle ore 10.00 alle 13.30.
Un appuntamento aperto al confronto e alla responsabilità pubblica, che invita studiosi, operatori e cittadinanza a interrogarsi sul presente del diritto e sul futuro delle democrazie costituzionali.
Programma
Ore 10.00 – Apertura dei lavori
Saluti istituzionali
Tiziana Biolghini, Consigliera Delegata alle Pari Opportunità, Politiche sociali, Cultura, Partecipazione, Trasparenza e Anticorruzione, Città Metropolitana di Roma Capitale
Modera: Giulia Bosetti, giornalista d’inchiesta Rai
Le radicali trasformazioni sociali sperimentate nel diritto dell’immigrazione italiano
Giulia Crescini e Salvatore Fachile – soci ASGI
Le politiche autoritarie e militariste contro i cittadini stranieri negli Stati Uniti
Alessio Marchionna – Editor di Stati Uniti di Internazionale
La reazione della società civile Usa e il tentativo di reprimerla
Luca Celada – Inviato U.S.A. per Il Manifesto
La Grecia come laboratorio di sospensione del diritto d’asilo
Ludovica Mancini – Ricercatrice in tutela dei diritti umani nei processi di frontiera dell’UE
Arena pubblica di confronto sugli strumenti di intervento della società civile
Ore 13.30 – Conclusioni e buffet